Nel mese di agosto, lo scenario macroeconomico globale ha registrato un andamento complessivamente positivo, pur attraversando episodi di volatilità legati all’evoluzione delle aspettative sui tassi d’interesse e alle persistenti tensioni geopolitiche in Medio Oriente. I principali listini statunitensi hanno evidenziato una spiccata resilienza, con l'S&P 500 e il Nasdaq in rialzo rispettivamente del 2,7% e del 4,0%, trainati dalla solidità degli utili e dal rinnovato vigore dei megatrend legati alla tecnologia e all'intelligenza artificiale. Parallelamente, si è osservata una forza relativa dei settori energetico e delle materie prime. I mercati europei hanno invece mostrato una dinamica più laterale e contenuta, penalizzati dalla pressione sui rendimenti obbligazionari e dai timori per l'inflazione energetica.
In prospettiva, il mese di settembre si preannuncia caratterizzato da un'elevata sensibilità ai dati macroeconomici. L'evoluzione dell'inflazione e le imminenti decisioni di politica monetaria di Federal Reserve e BCE rappresenteranno i principali catalizzatori per i mercati, richiedendo un approccio strutturato.
In questo contesto, l'asset allocation mantiene un assetto diversificato, con una componente del 48% investita in fondi e del 4% in azioni dirette. A presidio dell'incertezza, il portafoglio conserva un'ampia riserva di liquidità tattica pari al 48%, funzionale a cogliere futuri ingressi su valutazioni competitive. A livello geografico, il posizionamento privilegia il mercato statunitense (77%), integrato da un'esposizione sull'Europa (23%). Il rischio valutario risulta interamente coperto, neutralizzando l'impatto delle oscillazioni del dollaro e stabilizzando il profilo di rischio complessivo.