La situazione attualeIl principale appuntamento di gennaio è stato concentrato nell’ultima settimana, con la riunione
della Federal Reserve, che ha mantenuto i tassi d’interesse invariati. Il presidente Jerome Powell ha
descritto un panorama economico in miglioramento riducendo le aspettative di un ulteriore
allentamento della politica monetaria, almeno nel breve termine.
L’S&P 500 ha chiuso piatto le ultime sedute del mese dopo avere oltrepassato la quota psicologica
dei 7.000 mila punti e avere segnato 38 nuovi massimi nelle ultime 52 settimane.
Se le borse stanno continuando a salire (o comunque non scendono) e la volatilità sull’azionario
resta moderata, è perché dall’obbligazionario arriva un segnale di tranquillità. Sul settore valutario
invece si balla e tutti gli operatori professionali sono alla ricerca di copertura: nella seconda metà
del mese hanno venduto dollari a piene mani, spingendo il cambio fino a 1,20 sull’euro.
Trump tuttavia non può permettersi un dollaro debole per troppo tempo perché questo vorrebbe dire
far salire i prezzi al consumo e soffiare sul fuoco dell’inflazione, con il rischio di compromettere il
risultato delle elezioni di medio termine di novembre.
La possibile evoluzioneNella seduta conclusiva di gennaio ha tenuto banco la notizia che Kevin Warsh sarà il nuovo
Governatore del Fed alla scadenza del mandato di Powell, prevista per maggio. Ritenuto più
restrittivo rispetto ad altri candidati per la sua consolidata reputazione di falco nei confronti delle
spinte inflazionistiche, Warsh ha già fatto parte del Consiglio dei Governatori dal 2006 al 2011. Se
confermato dal Senato, si troverebbe a guidare la politica monetaria statunitense in un momento in
cui molti temono per l’indipendenza dell’istituto, minacciata dalle ingerenze della Casa Bianca.
Quando Wall Street “tossisce”, il resto del mondo “si ammala”. La recente discesa del dollaro
rischia col tempo di trasformarsi in un problema per l’Europa, perché aumenta il rischio di
importare inflazione. A questo proposito, nei mesi a venire i due eventi chiave per il rapporto euro-
dollaro saranno legati in primo luogo al verdetto della Corte Suprema su Lisa Cook (membro FED
che Trump vuole licenziare), e successivamente a quello sulla legalità dei dazi introdotti da Trump.
Due appuntamenti che vedranno probabili prese di posizione contrarie alla Casa Bianca.
L'asset Allocation di FS Cupolone IndexL’attuale struttura del portafoglio prevede un’allocazione dell'82% in fondi e di circa il 18% in liquidità. Sotto il profilo geografico, l’esposizione è concentrata per l'86% sul mercato statunitense, mentre il restante 14% è destinato all’area europea. Il rischio valutario è attualmente coperto, al fine di garantire una maggiore stabilità all'assetto complessivo.