La situazione attuale
Dicembre ha chiuso il 2025 con segnali misti ma complessivamente positivi: dopo una prima settimana con prese di profitto e volatilità, soprattutto sui titoli tecnologici, i listini globali hanno mostrato una ripresa diffusa verso fine mese e molte asset class principali hanno archiviato l’anno con guadagni annuali. Un punto chiave del mese è stato il taglio dei tassi della Federal Reserve atteso e realizzato – che ha generato ottimismo tra gli investitori azionari e sul credito – ma con segnali contrastanti sulla futura dinamica dei tassi nel 2026. Dicembre è stato un mese di fine anno con sentiment misto ma prevalente ottimismo, caratterizzato da volatilità legata alle prospettive di politica monetaria, rally stagionale nei mercati azionari e performance solide in molte asset class chiave.

La possibile evoluzione
Nei mesi a seguire, i mercati finanziari potrebbero muoversi in un contesto ancora costruttivo ma più selettivo, con un aumento della volatilità rispetto al finale del 2025. L’attenzione degli investitori resterà concentrata soprattutto sulle decisioni delle banche centrali: eventuali ulteriori tagli dei tassi potrebbero sostenere azionario e credito, mentre segnali di prudenza o rallentamenti nel percorso di allentamento monetario potrebbero generare fasi di correzione. Sul fronte macroeconomico, la tenuta della crescita e l’evoluzione dell’inflazione saranno determinanti per confermare uno scenario di “soft landing”. In questo contesto, è probabile una rotazione settoriale, con maggiore interesse verso titoli ciclici e value se la crescita reggerà, mentre i mercati resteranno sensibili a sorprese negative su utili, geopolitica e condizioni finanziarie. Nel complesso, lo scenario resta positivo ma richiede maggiore attenzione alla qualità degli investimenti e alla gestione del rischio.

L'asset Allocation di FS 4Invest Alpha Liquidity Index
Per quanto riguarda l’assett allocation il portafoglio è cosi composto: il 65% in fondi, mentre il 35% circa in liquidità. Sul piano geografico, l’esposizione al mercato statunitense si attesta al 91%,mentre il restante 9% è sull’area europea con il rischio valutario attualmente coperto, garantendo così maggiore stabilità all’allocazione complessiva.