La situazione attuale
A novembre l’S&P 500 ha vissuto una forte altalena: dopo un calo del 5% è tornato in positivo, chiudendo con un lieve +0,2% e proseguendo la serie di rialzi mensili. Anche i listini globali hanno registrato un piccolo progresso (+0,1%). In questo clima più sereno, le tensioni politiche si sono ridotte e l’oro è salito di quasi il 6%, sostenuto dalle aspettative di una Fed più accomodante. I titoli tecnologici hanno continuato a guidare la volatilità, complici i timori legati ai prezzi molto elevati. Il Nasdaq è arrivato a perdere fino all’8%, pur in presenza di risultati societari solidi: il settore ha mostrato investimenti in crescita e maggiori ricavi grazie all’IA. NVIDIA ha brillato con un trimestre record e ricavi in aumento del 62%. Successivamente, news positive sull’intelligenza artificiale — come il nuovo modello di Alphabet — e il ritorno delle speranze di un taglio dei tassi hanno migliorato l’umore degli investitori. Il sentiment verso la politica monetaria ha oscillato anche a causa dello stop temporaneo del governo USA, che ha ritardato diversi dati economici e aumentato l’incertezza. Una volta ristabilita la normalità, numeri sul lavoro migliori del previsto e verbali contraddittori della Fed hanno mantenuto viva la cautela. Solo a fine mese, segnali più morbidi da parte della banca centrale e dati macro più deboli hanno rafforzato l’idea di un possibile taglio dei tassi.

La possibile evoluzione
Nel mese di dicembre i mercati potrebbero continuare a muoversi in modo irregolare, con volatilità elevata, poiché gli investitori resteranno concentrati sulle decisioni della Federal Reserve e sui dati macroeconomici di fine anno. Se l’inflazione dovesse confermarsi in rallentamento e i numeri sul mercato del lavoro dovessero restare moderati, le aspettative di un taglio dei tassi potrebbero rafforzarsi, sostenendo sia l’azionario sia gli asset più sensibili alla politica monetaria, come l’oro. Il settore tecnologico potrebbe restare al centro dell’attenzione: da un lato, le valutazioni elevate continuerebbero a creare oscillazioni; dall’altro, ulteriori sviluppi nell’intelligenza artificiale e aggiornamenti dei big del settore potrebbero mantenere vivo l’interesse degli investitori. L'umore dei mercati potrebbe inoltre risentire di eventuali sviluppi geopolitici o di revisioni improvvise dei dati economici, che in questo periodo dell’anno tendono a essere più influenzati da fattori stagionali. A livello globale, un contesto di rischio più contenuto potrebbe favorire un leggero miglioramento del sentiment, ma movimenti improvvisi non sarebbero da escludere. In sintesi, dicembre potrebbe chiudersi con un tono costruttivo se Fed e dati macro confermeranno un orientamento più morbido. Tuttavia, la volatilità rimarrà probabilmente alta, soprattutto nei comparti più sensibili alla crescita e ai tassi.

L'asset Allocation di FS 4Invest Alpha Liquidity Index
Per quanto riguarda l’assett allocation, il portafoglio è investito per circa il 22% in equity, il 44,5% in fondi, mentre il rimanente 33,5% circa in liquidità, assicurando così un’ampia diversificazione. Sul piano geografico, l’esposizione al mercato statunitense si attesta al 86%,mentre il restante 14% è sull’area europea con il rischio valutario attualmente coperto, garantendo così maggiore stabilità all’allocazione complessiva.