Nel mese di giugno 2026, lo scenario macroeconomico globale è stato caratterizzato dall'annuncio di una tregua tra Stati Uniti e Iran e dalla conseguente riapertura dello Stretto di Hormuz, fattori che hanno guidato una contrazione del prezzo del petrolio verso i 73 dollari al barile. La Federal Reserve ha mantenuto i tassi d'interesse stabili nel range 3,50%-3,75% in scia a una persistente inflazione di fondo, confermando l'approccio "higher for longer". I listini azionari mondiali hanno mostrato resilienza in prossimità dei massimi storici, nonostante alcune prese di beneficio sul comparto tecnologico, mentre l'Oro ha registrato una correzione verso l'area dei 4000 dollari l'oncia.
In questo contesto, Active M1 Prime ha mantenuto un posizionamento tattico prudente e orientato alla gestione attiva dell'esposizione azionaria. La gestione ha realizzato prese di profitto mirate su posizioni che avevano raggiunto i target prefissati, tra cui Amazon, JPMorgan, Microsoft e Novartis, oltre che sulle componenti core degli ETF Euro Stoxx 50 e S&P 500. Queste operazioni hanno consentito di incrementare la componente di liquidità, che si attesta oggi al 38% del portafoglio, ottimizzando l'asset allocation nell'ottica di preservare il capitale e mantenere un'elevata flessibilità operativa.
La struttura di portafoglio mantiene una componente core costituita prevalentemente da ETF, destinata a preservare l'investimento di lungo periodo. A questa si affianca la gestione attiva focalizzata su singole selezioni azionarie, utile per implementare interventi tattici volti a valorizzare la volatilità di mercato e generare rendimento aggiuntivo, senza modificare l'impostazione strategica complessiva. M1 PRIME proseguirà con un approccio disciplinato, sfruttando la cospicua riserva di liquidità per incrementare l'esposizione azionaria su valutazioni competitive.