La situazione attualeIl mese di gennaio 2026 si è concluso con un consolidamento dei mercati azionari sui massimi storici raggiunti a fine anno. Nonostante una generale propensione al rischio ancora presente, il sentiment è stato influenzato da una crescente cautela, dettata principalmente dall'elevata concentrazione nel settore tecnologico e dalle incertezze legate alle prime linee guida delle nuove policy statunitensi. In questo contesto, il fondo ha mantenuto un'impostazione costruttiva per il medio termine, bilanciando però l'esposizione per gestire l'eventuale volatilità di breve periodo.
La possibile evoluzioneSul fronte azionario, osserviamo una forza strutturale persistente sia negli Stati Uniti sia in Giappone, dove i fondamentali continuano a sostenere il percorso di crescita. Maggiore prudenza è riservata al comparto tech statunitense, che mostra segnali di stanchezza relativa, mentre guardiamo con crescente interesse alla Cina per possibili inserimenti tattici.
In ambito obbligazionario, lo scenario globale rimane complesso. La recente nomina dei vertici della Federal Reserve suggerisce un potenziale irripidimento della curva dei rendimenti americana, motivo per cui manteniamo un posizionamento sottopesato sulla duration. Al contrario, il mercato europeo offre opportunità più interessanti nel segmento Corporate (sia Investment Grade che High Yield), dove la visione rimane favorevole grazie a spread ancora interessanti e a una politica monetaria della BCE percepita come più prevedibile.
Per quanto riguarda le commodity, l'oro rimane un pilastro strategico del portafoglio come copertura contro i rischi di "crowding trade" e l'incertezza geopolitica. Manteniamo una visione positiva anche sui titoli minerari, che presentano valutazioni ancora attraenti rispetto al metallo fisico. Sul fronte valutario, prevediamo una fase di potenziale debolezza del dollaro nel corso dell'anno, ragione per cui l'esposizione del fondo resta coperta dal rischio cambio.
L'asset Allocation di FS LVT Dynamic IndexLa gestione ha scelto di mantenere un leggero sottopeso sull'azionario rispetto al benchmark di riferimento. Questa decisione è finalizzata a preservare la capacità di intervento in caso di correzioni tecniche nella prima parte dell'anno. La minore esposizione azionaria è compensata da una selezione mirata di titoli obbligazionari ad alto rendimento (carry), capaci di generare flussi cedolari costanti anche in fasi di mercato laterale. L'attenzione operativa si sta spostando progressivamente dai soli dati sull'inflazione verso le dinamiche del mercato del lavoro statunitense, variabile che riteniamo diventerà il vero catalizzatore delle scelte della Federal Reserve e, di conseguenza, della volatilità dei mercati nei mesi a venire.