La situazione attuale
Nel mese di gennaio 2026 i mercati azionari globali hanno iniziato l'anno con performance positive, in un contesto di partecipazione più ampia e segnali costruttivi. Negli Stati Uniti l'S&P 500 ha mostrato un progresso di circa 1,4%, portando l'indice da circa 6.845 punti di fine dicembre a circa 6.939 punti a fine gennaio. Il Nasdaq Composite ha guadagnato circa 0,9% nello stesso periodo e il Dow Jones Industrial Average ha riportato un rialzo di circa 1,7%. Il Russell 2000, indice di small cap statunitensi, ha evidenziato una performance più accentuata, con un progresso di circa 5,3% nel mese, segnalando un ritorno di interesse verso le capitalizzazioni più piccole rispetto alle large cap. In Europa, gli indici hanno registrato performance positive. Lo Stoxx Europe 600 e altri indici europei allargati hanno chiuso il mese in rialzo, con varie stime che indicano un progresso tra circa 2,5% e 3,6%, riflettendo registri di massimi da inizio anno e interesse sui segmenti ciclici e settoriali. A livello globale, i mercati al di fuori degli Stati Uniti, inclusi quelli emergenti e dell'Asia Pacifico, hanno guidato i guadagni più ampi nei listini, con performance spesso superiori rispetto ai benchmark nordamericani, supportati da fattori macro e da flussi di capitale più ampi. Dal punto di vista dei fattori di mercato, il mese ha presentato una partecipazione più ampia al rialzo con una rotazione verso settori ciclici e segmenti value rispetto ai titoli strettamente growth o legati alla tecnologia. Questo pattern suggerisce che la forza dei mercati non è stata concentrata soltanto nelle mega cap tecnologiche, ma ha coinvolto un più ampio numero di titoli e settori.

La possibile evoluzione
Nel 2026 i mercati azionari potrebbero proseguire con una crescita moderata, sostenuta da utili societari in espansione e da un contesto macro relativamente stabile. Le politiche monetarie meno restrittive e una crescita economica ancora positiva rappresentano elementi di supporto, anche se le valutazioni restano su livelli non bassi e quindi sensibili a delusioni sugli utili o a shock macro. Lo scenario centrale è costruttivo ma non lineare. È probabile una maggiore rotazione tra settori e stili di investimento, con fasi in cui value e ciclici possono sovraperformare e altre in cui torna la leadership del growth. Per quanto riguarda il settore tecnologico, le prospettive restano interessanti grazie alla crescita strutturale legata a intelligenza artificiale, digitalizzazione e investimenti in innovazione. Tuttavia il comparto potrebbe mostrare una volatilità superiore alla media di mercato. Le valutazioni elevate e le aspettative molto ambiziose sugli utili rendono i titoli tech più sensibili a revisioni delle stime, variazioni dei tassi di interesse o cambiamenti nel sentiment degli investitori.

L'asset Allocation di FS Victory Index
Nel mese di gennaio si sono registrati numerosi rimborsi anticipati, in larga parte attesi e coerenti con la struttura dei prodotti in portafoglio. Tali rimborsi hanno determinato un temporaneo aumento della liquidità disponibile. La liquidità generata è stata progressivamente reinvestita in nuovi certificati, mantenendo un approccio rigoroso nella selezione sia dei sottostanti, privilegiando emittenti solidi e di qualità, sia nelle strutture, con ampie protezioni e livelli barriera conservativi. Alla data attuale la componente certificati rappresenta circa il 71% del portafoglio, con un flusso cedolare stimato intorno al 9,5% annuo. La restante allocazione è composta da circa il 15% di liquidità, da circa il 9,7% in BTP e 5% in ETF azionari. Nel corso del mese è stata inoltre implementata e rafforzata la componente ETF, destinando il reinvestimento delle cedole incassate a strumenti indicizzati. In particolare è stato inserito un ETF azionario Equity ex USA, con l'obiettivo di ampliare la diversificazione geografica e ridurre la concentrazione sul mercato statunitense.