Nel mese di maggio 2026, i mercati finanziari globali hanno consolidato il recupero avviato ad aprile, sostenuti da una rinnovata propensione al rischio e dal parziale ridimensionamento delle tensioni geopolitiche. Nonostante l'approccio restrittivo delle banche centrali – con la Federal Reserve ferma al 3,50%-3,75% e la BCE al 2,00% sul tasso di deposito –, la resilienza dei dati macroeconomici e utili societari stabilmente superiori alle attese hanno ridotto la volatilità, portando l'indice S&P 500 in area 7.580 punti. La sovraperformance dei listini statunitensi rispetto a quelli europei è stata guidata dalla leadership del settore tecnologico e del Nasdaq-100, trainati dai robusti fondamentali legati all'intelligenza artificiale, a fronte di una crescita più moderata e maggiormente esposta alle incertezze geopolitiche nel Vecchio Continente.
In questo scenario, la strategia ha ottimizzato l'asset allocation per preservare la stabilità complessiva. Il portafoglio presenta un assetto diversificato composto per il 53,00% da fondi e per il 10,00% da una componente azionaria diretta. La riserva di liquidità si attesta al 37,00%, configurandosi come un presidio tattico fondamentale per gestire con flessibilità possibili fasi di volatilità. A livello geografico, l'esposizione si concentra per il 70,00% sugli Stati Uniti e per il 30,00% sull'Europa, con una copertura totale del rischio valutario volta a tutelare il capitale investito.
In prospettiva, per il mese di giugno 2026, l'attenzione rimarrà focalizzata sugli sviluppi geopolitici in Medio Oriente e sulle relazioni tra Stati Uniti e Iran. Lo scenario di medio termine si conferma impostato positivamente, sebbene aumenti la probabilità di dinamiche laterali e fasi di consolidamento.