Nel mese di aprile, i mercati azionari globali hanno registrato un vigoroso rimbalzo, riassorbendo gran parte delle correzioni subite a marzo. Negli Stati Uniti, l'S&P 500 ha segnato una performance superiore al 10%, raggiungendo nuovi massimi, trainato da un progresso ancora più marcato del Nasdaq. Tale dinamica è stata sostenuta da un parziale allentamento delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente, che ha mitigato i timori sui prezzi energetici, e da un rinnovato focus sulla solida stagione degli utili societari. L'Europa ha partecipato al recupero con un ritmo più graduale, permanendo maggiormente sensibile alle fluttuazioni del comparto energetico.
In prospettiva, i mercati potrebbero approcciare una fase di fisiologico consolidamento, coerentemente con la stagionalità meno favorevole tipica del periodo. L'evoluzione del quadro geopolitico, in particolare il perdurare delle tensioni tra Stati Uniti e Iran, rimarrà il principale catalizzatore per la volatilità, delineando uno scenario caratterizzato dall'alternanza tra fasi di assestamento e tentativi di allungo direzionale.
In questo contesto macroeconomico, l'asset allocation mantiene un assetto diversificato, composto per il 58% da fondi, per l'8% da posizioni azionarie dirette e da una rilevante componente di liquidità pari al 34%, funzionale a preservare flessibilità e ottimizzare i futuri ingressi su valutazioni competitive. A livello geografico, l'esposizione privilegia il mercato statunitense (70%), affiancato da un posizionamento tattico sull'area europea (30%). Il rischio valutario risulta integralmente coperto, garantendo un'elevata stabilità all'assetto complessivo del portafoglio.