La situazione attuale
Stati Uniti: ottobre chiude in rialzo; l’S&P 500 segna circa 2,4% nel mese con nuovi massimi storici, trainato da utili solidi e dal settore tecnologico. Il Nasdaq mostra una performance ancora migliore, spinto dai titoli legati all’intelligenza artificiale. Tuttavia, cominciano ad emergere dubbi sulla sostenibilità di alcune valutazioni e sulla reale capacità del settore AI di generare profitti coerenti con le aspettative di mercato.
Europa: l’EuroStoxx 50 ha toccato nuovi massimi intramese e ha chiuso il mese sostanzialmente invariato rispetto ai livelli di settembre, penalizzato dalla debolezza industriale e dal calo del comparto bancario.

La possibile evoluzione
Per i prossimi mesi manteniamo un approccio prudente, senza però rinunciare alle opportunità di rendimento offerte dal mercato.
Le ultime trimestrali aziendali, nel complesso, sono state accolte positivamente: utili solidi e margini in tenuta, soprattutto negli Stati Uniti, hanno sostenuto gli indici azionari. Tuttavia, si sono registrati segnali di nervosismo su alcuni titoli tecnologici di grande capitalizzazione, come Meta e altri colossi del settore, a causa delle spese molto elevate legate allo sviluppo dell’intelligenza artificiale.
Il mercato inizia a chiedersi se questi investimenti, pur strategici e di lungo periodo, riusciranno davvero a generare ritorni coerenti con le valutazioni attuali. Il rischio è che i ricavi legati all’AI arrivino più lentamente del previsto, portando a una fase di maggiore selettività da parte degli investitori.
Sarà però fondamentale monitorare attentamente l’evoluzione dell’inflazione nei prossimi mesi. Una combinazione di leggera recessione, aumento della disoccupazione e ripresa dei prezzi rappresenterebbe uno scenario complesso e potenzialmente pericoloso per i mercati finanziari, in quanto limiterebbe i margini di intervento delle banche centrali.
In questo contesto, la strategia rimane quella della selettività e della diversificazione: privilegiare aziende solide e sostenibili e conservare una quota di liquidità per poter cogliere eventuali opportunità in fasi di volatilità.

L'asset Allocation di FS Victory Index
Nel mese di ottobre è proseguito il processo di investimento, con l’aumento della componente in certificati dal 60% di settembre a circa il 71% del portafoglio. La strategia continua a concentrarsi su strumenti con protezioni ampie, strutture solide, e titoli sottostanti sani e redditizi, in linea con l’obiettivo di preservare il capitale e generare rendimento regolare.
Molti dei certificati in portafoglio presentano buone probabilità di rimborso anticipato entro i primi mesi del 2026, anche in mercati stabili o in leggera flessione.
Il portafoglio certificati attuale genera dei rendimenti medi su base annua prossimi all’8,8%.
Nel corso del mese sono stati inoltre acquistati i due ETF azionari previsti dal piano d’investimento, uno sull'indice Eurostoxx 50 ed uno sull'S&P500 hedged (senza rischio cambio). Le cedole provenienti dai certificati verranno progressivamente reinvestite su questi strumenti, rafforzando nel tempo la componente di crescita e diversificazione del portafoglio.