La situazione attualeContesto macroeconomico
Crescita globale: stimata al 3,3% nel 2025, in calo rispetto al 3,6% del 2024.
Area euro: crescita modesta, attorno allo 0,9% annuo. Nel secondo trimestre il PIL è salito solo dello 0,1% rispetto al trimestre precedente.
Inflazione: media area euro circa 2,1% nel 2025, attesa in ulteriore discesa verso l’1,7% nel 2026. In Germania a settembre l’inflazione ha toccato circa il 2,4%, con la core sopra il 2,8%.
Politica monetaria: la BCE, dopo i recenti tagli, potrebbe fermarsi. Inflazione vicina al target e crescita debole riducono i margini di manovra.
Mercati finanziari
Azionario
Stati Uniti: settembre contrariamente alla media storica, è stato un mese positivo. S&P 500 e Nasdaq hanno registrato forti rialzi grazie a tecnologia e attese di nuovi tagli Fed.
Europa: andamento più cauto, ma benefici nel comparto tecnologico e sanitario.
Materie prime
Petrolio: oscillazioni legate a OPEC+, domanda cinese e tensioni geopolitiche.
Oro: nuovi massimi storici, spinto dalla domanda di bene rifugio.
Geopolitica e guerre
Ucraina: conflitto ancora in corso, con impatti sulle forniture energetiche e sulla logistica europea.
Medio Oriente: contrasti tra Israele e Iran e guerre per procura aumentano i rischi di shock petroliferi e marittimi.
Guerre commerciali: i dazi e le tensioni tra Stati Uniti ed Europa pesano sulle esportazioni e sulla fiducia delle imprese.
Cina: rallentamento manifatturiero, con indici PMI sotto la soglia di espansione, che impatta sul commercio globale.
Italia: crescita prevista tra 0,6% e 0,8%, con debito pubblico ancora critico nonostante i tentativi di riduzione del deficit.
Punti positivi: mercati azionari USA molto forti, inflazione in calo, oro in crescita come copertura, ritorno d’interesse per il reddito fisso.
Fragilità: crescita mondiale e soprattutto europea debole, bilanci pubblici sotto pressione, rischi geopolitici e commerciali elevati.
Tendenza di settembre: resilienza dei mercati finanziari, ma fondamentali macro e geopolitici ancora fragili.
La possibile evoluzioneLa concomitanza di mercati azionari e oro entrambi sui massimi storici rappresenta un evento raro nella dinamica dei mercati finanziari. In condizioni normali, infatti, l’oro si configura come bene rifugio, tipicamente ricercato dagli investitori nei momenti di incertezza o di debolezza dell’azionario.
La coesistenza di queste due tendenze suggerisce che una parte del mercato possa interpretare in modo divergente il contesto attuale. Da un lato, gli investitori retail stanno alimentando il rally azionario, spinti dal timore di restare esclusi dalla corsa, soprattutto nel comparto tecnologico e legato all’intelligenza artificiale. Dall’altro, gli investitori istituzionali mantengono un approccio più prudente, rafforzando le proprie coperture attraverso l’accumulo di oro.
Questa lettura duale del mercato lascia intendere che uno dei due segmenti potrebbe essere in errore: o l’euforia azionaria è eccessiva rispetto ai fondamentali, o i timori geopolitici e macroeconomici incorporati nel prezzo dell’oro sono sovrastimati. Storicamente, simili fasi di “coesistenza anomala” tendono a risolversi con una correzione di uno dei due asset.
L'asset Allocation di FS Victory IndexIl portafoglio prosegue nel suo percorso di costruzione e consolidamento.
Nel mese di settembre è stato effettuato un rafforzamento della componente in certificati, incrementata dal 40% a circa il 60% del totale. I nuovi strumenti inseriti in portafoglio sono stati selezionati privilegiando emissioni con elevata probabilità di rimborso anticipato nei prossimi mesi, pur mantenendo un buon rendimento su base annua.
Questa scelta consente di contenere la volatilità complessiva del portafoglio e di ottenere il rimborso anche in caso di flessione dei mercati.